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IRC e crediti scolastici

Ha creato scalpore l'ordinanza 26 del ministro Fioroni che, all'articolo 8 punto 13 prevede la partecipazione dei docenti di religione cattolica (IRC) alle deliberazioni dei consigli di classe per l'attribuzione del credito scolastico. Gli studenti che si avvalgono dell'IRC avrebbero così la possibilità di ricevere crediti aggiuntivi rispetto ai loro compagni non avvalentisi. In questo modo viene leso il principio della costituzione di una scuola laica ed aperta a tutti. L'ordinanza dà la possibilità di attribuire crediti anche agli insegnanti delle materie alternative all'IRC, ma quasi in nessuna scuola funziona un'attività didattica e formativa di tale genere. Per questo motivo è stato annunciato un ricorso al TAR del Lazio per chiedere la sospensione del provvedimento prima degli inizi degli scrutini dell'anno scolastico. Aderiscono FCEI (Federazione delle chiese evangeliche in Italia, associazioni laiche e confessioni religiose di minoranza, tra cui la Tavola Valdese, l'UCEBI (Unione cristiana evangelica battista d'Italia), CELI (Chiesa luterana in Italia), UICCA (Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste) e FCP (Federazione delle chiese pentecostali). Intervista al prof. e pastore Domenico Maselli, presidente della

Otto per mille alla Chiesa cristiana avventista: la tua firma è il nostro impegno

La Chiesa cristiana avventista del settimo giorno partecipa alla ripartizione dell'otto per mille insieme agli altri soggetti indicati sui moduli di dichiarazione. Quali progetti sono stati realizzati, e quali sono in programma per il futuro? Intervista al pastore Daniele Benini, presidente delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno e responsabile dell'otto per mille

Cambiamenti climatici: bambini a rischio nei paesi in via di sviluppo

Save the Children ha pubblicato un rapporto che per la prima volta si occupa dell'influenza diretta dei cambiamenti climatici sulla vita dei bambini. Nonostante questi riguardino il mondo intero, gli effetti del surriscaldamento si ripercuoteranno in maniera più grave nei paesi in via di sviluppo e peggioreranno la già disastrosa condizione dei bambini nel mondo. Attualmente ogni 15 secondi un bambino muore per mancanza d'acqua, ma questi sono dati che peggioreranno nei prossimi anni. Save the Children ritiene che i governi, le organizzazioni umanitarie e l'intera comunità internazionale abbiano il dovere di organizzarsi per mitigare gli effetti che i cambiamenti climatici possano avere sui bambini e le loro comunità. Intervista al dott. Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia

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