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Articoli taggati con "Libia"

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 12 luglio 2017

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 12 luglio 2017

Stamattina all'Edicola Rvs commentiamo alcuni articoli apparsi su La Repubblica di oggi, a partire da un articolo di Gianluca Di Feo: «Gli Usa all'Italia: "Fate di piu' in Libia" - Triton da rivedere». Ne parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto. Insieme a Calleri commentiamo anche quanto racconta Roberto Saviano su Roma, divenuta capitale mondiale della cocaina in virtu' della grande alleanza tra camorra e 'ndrangheta. A seguire, grazie alla presenza in studio del pastore avventista Saverio Scuccimarri, prendiamo spunto da un altro articolo in prima pagina sul quotidiano Repubblica, a firma Elena Dusi: "La terra senza elefanti e leoni, sta arrivando la sesta estinzione". Terzo tema trattato, di cui si parla molto in questi giorni per alcuni fatti accaduti, e' il dibattito sull'apologia del fascismo. Ne discutiamo con il giornalista Roberto Davide Papini, che ha postato sul proprio profilo Facebook questa riflessione personale: "Sono contrario a ogni tipo di reato di opinione perché sono tipici dei regimi fascisti, comunisti, (totalitari in genere) e delle democrazie deboli. Una democrazia liberale forte e salda non ha bisogno di punire nessuno per le sue idee, per quanto aberranti possano essere". Edicola Rvs è un programma ideato e condotto da Claudio Coppini e Roberto Vacca. &nbsp

Emergency lascia la Libia: intervista a Luca Rolla

Emergency lascia la Libia: intervista a Luca Rolla

Emergency ammaina la bandiera issata solo un anno fa nel piccolo villaggio di Gernada, ai bordi della Libia orientale governata dal generale Khalifa Haftar, vicino a Bengasi e alla Derna dove sventolavano i drappi neri dell’Isis. Troppe le violenze e le intimidazioni. Nessuna garanzia. Impossibile continuare. Una scelta con pochi precedenti: accadde solo in Afghanistan, dopo il sequestro Mastrogiacomo e il caso dei tre cooperanti arrestati. «La situazione e' diversa — dice Gino Strada, fondatore di Emergency —. Non abbiamo mai abbandonato l’Afghanistan e non lo faremo con la Libia. Ma qui la scelta s’e' rivelata infelice. E in un momento in cui gli ospedali vengono perfino bombardati, era inutile stare a prendere altri rischi». S’e' aspettato di dimettere gli ultimi feriti e lunedì scorso c’e' stata la consegna delle chiavi al ministro della Sanita' del governo di Tobruk, Reida al Oakley, fra lacrime e richieste di rimanere: dopo 1.500 ricoveri e 500 interventi di chirurgia di guerra, il materiale e i medicinali sono sufficienti per far funzionare i reparti altri sei mesi, «poi si vedra' se si può riaprire in qualche angolo di Libia piu' sicuro» (dal Corriere della Sera del 28-09-2016, Emergency abbandona la Libia. Pressioni degli uomini di Haftar di Francesco Battistini). In questa puntata speciale di Radio Emergency  Roberto Vacca intervista Luca Rolla che e' stato il coordinatore dell'ospedale di Emergency a Gernada in Libia. Alcune immagini dell'ospedale di Gernada

Emergency costretta a lasciare la Libia

Emergency costretta a lasciare la Libia

In questa prima puntata di Radio Emergency di settembre, i conduttori Nicola Garcea e Claudio Coppini parlano dell'inevitabile decisione , dopo un anno, di interrompere le attività nell'ospedale di Gernada in Libia a causa dei gravissimi episodi che sono accaduti, con ripetute intrusioni armate all'interno della struttura degli 'sgherri' del generale Haftar. Nel corso del programma abbiamo parlato anche di un altro Paese incandescente, l'Afghanistan, con una serie di attentati che hanno fatto numerose vittime e feriti, di cui molti in gravi condizioni. In merito alla situazione che si vive in questi giorni a Kabul Roberto Vacca ha letto un'email di Cecilia Strada che ci racconta la drammatica vicenda di Duad, uno studente riuscito a sfuggire miracolosamente all'assalto terroristico all'università e a raggiungere l'ospedale di Emergency. Nell'ultima parte della trasmissione altri due sguardi a un mondo disperato: la Siria e il flusso drammatico dei migranti nel Mediterraneo

SOS Libia: un nuovo ospedale di Emergency a Gernada

SOS Libia: un nuovo ospedale di Emergency a Gernada

In questo numero di Radio-Emergency parliamo della situazione in Libia, che e' sempre più drammatica e anche il sistema ospedaliero non fa eccezione. Con Gheddafi la rete ospedaliera del Paese funzionava e aveva anche ospedali di un certo livello. Adesso, come ci dice Emanuele Nannini, vice responsabile dell'Ufficio Umanitario di Emergency, "in Libia ci troviamo in una situazione sanitaria e ospedaliera gravissima, a causa della guerra. Nonostante i rischi che ci sono, siamo voluti intervenire e a Gernada abbiamo costruito un nuovo ospedale di chirurgia di guerra di Emergency. Certo non e' facile in quel contesto tutelare l'incolumita' degli operatori, che rimane prioritaì fondamentale dell'associazione". Nel corso del programma i conduttori, Claudio Coppini e Nicola Garcea, approfittano della presenza di un operatore di grande esperienza come Emanuele Nannini per cercare di capire in modo piu' ampio lo scenario libico attuale e la sua relazione con altri scenari infuocati

EDITORIALE – Abbiamo superato i nostri limiti

EDITORIALE – Abbiamo superato i nostri limiti

È di qualche giorno fa la notizia, poi scomparsa dal web, di un presunto sconfinamento di navi italiane che avrebbero invaso lo spazio marittimo della Libia. A seguito dell’avvenimento, il governo di Tobruk ha lanciato severe accuse all’Italia. Se questo (nonostante le pronte smentite) è realmente accaduto, rivela una preoccupante escalation della violenza e dell’arroganza: di uomini e di stati. Per arroganza ci si appropria di terre, mari e intere nazioni che, in verità, non si possono possedere. La Bibbia insiste sul fatto che l’uomo non è padrone del creato, ma suo amministratore. Nel libro biblico dei Salmi, al capitolo 24, versetto 1, leggiamo: “Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti”. L’uomo è una creatura di Dio che ha il privilegio e la gioia di entrare in relazione con altre creature. È necessario farlo con rispetto, comprensione e accettazione. Riflessione a cura del pastore Daniele Benini, direttore delle Chiese Cristiane Avventiste dell'Italia centrale

EDITORIALE – 40 giorni per rinascere

EDITORIALE – 40 giorni per rinascere

In Libia ci sono oggi due governi che si combattono e una serie di fazioni armate che fanno lo stesso. È stato varato un piano europeo che prevede un periodo di 40 giorni per salvare il paese africano. Saranno proprio questi primi 40 giorni, secondo i pianificatori della Ue, a decidere le sorti della Libia. Nella Bibbia troviamo diversi episodi in cui compare il numero 40. In Esodo si dice che Mosè rimase in contemplazione di Dio per 40 giorni. In Numeri lo stesso periodo di tempo è assegnato alle spie che perlustrarono Canaan. Nel primo libro dei Re si narra l’esperienza del profeta Elia che stette, fuggiasco, 40 giorni nel deserto. Il gigante Golia sfidò per 40 giorni le truppe di Israele. Alla città di Ninive furono concessi 40 giorni per pentirsi e cambiare rotta. Nel Nuovo Testamento leggiamo di Gesù che, dopo il suo battesimo, trascorse 40 giorni nel deserto per prepararsi alla missione. Dopo la sua risurrezione stette 40 giorni con i discepoli per istruirli su come predicare il Regno di Dio. E tu? Sei pronto a vivere 40 giorni di rinascita personale? Riflessione a cura del pastore Daniele Benini, direttore delle Chiese Cristiane Avventiste dell'Italia centrale

Libia: stop alle violenze e agli abusi nei confronti di rifugiati e migranti

Libia: stop alle violenze e agli abusi nei confronti di rifugiati e migranti

Amnesty International ha pubblicato il rapporto dal titolo La Libia è piena di crudeltà. Storie di sequestri, violenza sessuale e abusi contro i migranti e rifugiati. Descrive l'orrore e la sofferenza dei migranti e dei rifugiati, molti dei quali sono spinti a rischiare le loro vite in pericolosi viaggi in mare, nel disperato tentativo di trovare salvezza in Europa. Perché in questi anni la Libia è man mano diventata il punto di riferimento privilegiato di così tante persone disperate? Quali sono le dinamiche di questi orribili abusi e violenze e da chi vengono perpetrati? I migranti e i rifugiati di religione cristiana sono particolarmente in pericolo di subire violenze da parte di quei gruppi armati che intendono applicare la loro interpretazione della legge islamica. Cosa accade in questi casi? Da alcune settimane sono stati indicati i piani politico-militari che eventualmente verrebbero utilizzati per bloccare gli scafisti. È una strada praticabile secondo Amnesty? Sarebbe veramente risolutiva? L'Alto Rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, si è rivolta all'Onu per illustrare le misure che l'Ue intende assumere per fermare l'emergenza immigrazione. Un problema, ha detto la Mogherini, che "non è solo umanitario, ma anche di sicurezza" e che l'Europa non può risolvere da sola. Inoltre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che nella gestione dei flussi è prioritario "salvare vite umane" e "combattere i trafficanti". Sulla Libia in particolare ha detto: "ci aspettiamo una risoluzione Onu”. Amnesty afferma che l'Europa deve proteggere le vite e i diritti lungo i suoi confini. Attraverso un apposito appello chiede al nostro presidente del Consiglio dei ministri che le persone vengano prima delle frontiere. In che modo questo può diventare realtà? Mario Calvagno, caporedattore, e Carmen Zammataro, redattrice di RVS Roma, intervistano Gianni Rufini, direttore della sezione italiana di Amnesty International