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Articoli taggati con "Salvatore Calleri"

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 21 luglio 2017

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 21 luglio 2017

Stamattina all'Edicola RVS prendiamo spunto da tre notizie apparse sulle prime pagine de La Stampa e del Corriere della Sera. In primis, ci rivolgiamo agli articoli riguardanti la sentenza di primo grado al processo Mafia capitale: il verdetto dei giudici ha sancito che l'organizzazione dietro ai crimini commessi a Roma e' un'associazione criminale ma non mafiosa, riconoscendo condanne significative ad alcuni imputati ma liberandoli dall'aggravante mafiosa. Questa decisione ha suscitato prese di posizione diverse. Per argomentare su questa sentenza abbiamo contattato il presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, Salvatore Calleri, con il quale commentiamo anche il venticinquesimo anniversario della strage di Via D'Amelio con l'inattesa testimonianza di Fiammetta, la figlia piu' piccola di Paolo Borsellino, che era rimasta sempre in silenzio e che oggi, invece, pone delle domande ben precise. A seguire ci ha raggiunto Sergio Gatteschi, presidente Amici della Terra Toscana, con il quale parliamo di cambiamenti climatici e di come l'Italia dovrebbe affrontare le questioni ambientali, dai terremoti alle alluvioni alla siccità. Come dice Gatteschi: "Sono solo tante facce della stessa medaglia". Il terzo tema che affrontiamo e' tratto da un articolo di Adam Smulevic apparso sul Corriere Fiorentino. L'autore racconta dell'impegno profuso, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, dal campione ciclistico Gino Bartali. Egli aiuto' molti ebrei residenti in Italia affinche' non venissero deportati nei lager nazisti. Vittorio Fantoni, presente in studio, ci racconta un'interessante esperienza personale vissuta con la famiglia di Bartali. Anche oggi concludiamo con una breve finestra sul Tour de France, ormai sempre piu' nelle mani del britannico Froome.  EDICOLA RVS e' un programma ideato e condotto da Claudio Coppini e Roberto Vacca, con la presenza in regia e in voce di Marco Zanini

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 18 luglio 2017

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 18 luglio 2017

Stamattina all'Edicola RVS prendiamo spunto da tre notizie apparse sulle prime pagine di diversi quotidiani, facendo riferimento in particolare a tre articoli di Repubblica che commentiamo con i nostri ospiti. Ospite in studio al fianco di Claudio Coppini Vincenzo Carbone, consulente e docente di comunicazione web. Con il primo ospite in collegamento telefonico, Andrea Bigalli, sacerdote e Referente di Libera Toscana, parliamo della legge sullo Ius soli e della rinuncia del Governo Gentiloni a votarla in Senato, visto il clima difficilissimo che si e' venuto a creare, legato alla questione dei migranti e degli sbarchi. A seguire, parliamo degli atti desecretati dell'interrogatorio a Borsellino, il quale, dopo l'attentato di Capaci (che vide compiersi l'omicidio di Falcone e della sua scorta), aveva lanciato l'allarme sulla fine del pool. Un accenno anche ai misteri della tristemente famosa "agenda rossa", che racchiude la storia criminale d'Italia. Per un tema cosi' complesso ci siamo avvalsi del contributo del presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, Salvatore Calleri. Terzo tema i roghi, quasi sempre di natura dolosa, che stanno devastando il Sud e il Centro Italia. Ne parliamo con la responsabile Energia e Clima del WWF, Maria Grazia Midulla. Questa emergenza mette in luce una politica ambientale ed economica completamente tradita. Approfittando della presenza in studio di Vincenzo Carbone abbiamo commentato L'Amaca di Michele Serra di oggi, affrontando il tema della comunicazione ai tempi dei social. Per chiudere, un grazie immenso alla coppia italiana Manila Flamini e Giorgio Minisini, che ha conquistato una storica medaglia d'oro ai Mondiali di nuoto di Budapest nel nuoto sincronizzato grazie ad una coreografia formidabile ispirata da Lampedusa e creata da Michele Braga e Anastasija Ermakova. EDICOLA RVS è un programma ideato e condotto da Claudio Coppini e Roberto Vacca. Oggi in regia e in voce, Marco Zanini &nbsp

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 12 luglio 2017

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 12 luglio 2017

Stamattina all'Edicola Rvs commentiamo alcuni articoli apparsi su La Repubblica di oggi, a partire da un articolo di Gianluca Di Feo: «Gli Usa all'Italia: "Fate di piu' in Libia" - Triton da rivedere». Ne parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto. Insieme a Calleri commentiamo anche quanto racconta Roberto Saviano su Roma, divenuta capitale mondiale della cocaina in virtu' della grande alleanza tra camorra e 'ndrangheta. A seguire, grazie alla presenza in studio del pastore avventista Saverio Scuccimarri, prendiamo spunto da un altro articolo in prima pagina sul quotidiano Repubblica, a firma Elena Dusi: "La terra senza elefanti e leoni, sta arrivando la sesta estinzione". Terzo tema trattato, di cui si parla molto in questi giorni per alcuni fatti accaduti, e' il dibattito sull'apologia del fascismo. Ne discutiamo con il giornalista Roberto Davide Papini, che ha postato sul proprio profilo Facebook questa riflessione personale: "Sono contrario a ogni tipo di reato di opinione perché sono tipici dei regimi fascisti, comunisti, (totalitari in genere) e delle democrazie deboli. Una democrazia liberale forte e salda non ha bisogno di punire nessuno per le sue idee, per quanto aberranti possano essere". Edicola Rvs è un programma ideato e condotto da Claudio Coppini e Roberto Vacca. &nbsp

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 29 marzo 2017

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 29 marzo 2017

Il 29 marzo la nostra Edicola si e' aperta con la lettura dei titoli in prima pagina della Repubblica. Come sempre ci siamo soffermati su alcune notizie e articoli che abbiamo approfondito insieme ai nostri ospiti. Quest'oggi, insieme ai conduttori Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno partecipato alla rassegna stampa in studio il direttore del Mesaggero Avventista Saverio Scuccimarri, e in collegamento telefonico ci hanno raggiunto il presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, Salvatore Calleri e il sociologo Marco Bontempi, con i quali abbiamo provato a riflettere sulla Comunita' Europea e sulla posizione della Scozia che sfida Londra sulla Brexit. Con il professor Bontempi, prendendo spunto da un articolo apparso su L'Espresso, abbiamo parlato anche dei 4 anni di papa Bergoglio e dei risultati effettivi delle sue riforme all'interno della Chiesa cattolica. Ultimo ospite, il gastroenterologo Giacomo Trallori che ci ha parlato della dieta mediterranea, uno stile nutrizionale collaudato e garantito che appaga il nostro gusto e ci aiuta a preservare la salute

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 10 marzo 2017

Buongiorno con l'Edicola Rvs del 10 marzo 2017

Per l'Edicola del 10 marzo i conduttori Claudio Coppini e Roberto Vacca prendono spunto da alcuni articoli apparsi oggi su La Nazione - Quotidiano Nazionale. Le tematiche trattate dagli articoli sono diverse tra loro anche se legate da un sottile filo rosso. Per provare a riflettere su questi temi, ci facciamo aiutare come sempre da ospiti qualificati in studio e in collegamento telefonico. Oggi ci avvaliamo della presenza in studio del pastore avventista Adelio Pellegrini e in collegamento telefonico dell'economista Alberto Castagnola, di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto, e dello psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Tomai

Buongiorno con l'Edicola Rvs dell'8 febbraio

Buongiorno con l'Edicola Rvs dell'8 febbraio

Dal 16 gennaio 2017 ha preso il via sulla nostra emittente la trasmissione radiofonica dal titolo "Buongiorno con l'Edicola Rvs", dedicata all'informazione del giorno e all'intrattenimento. Un programma in diretta curato e condotto da Claudio Coppini e Roberto Vacca, uno spazio di prima fascia mattutina (dalle 9 alle 10) dal lunedi' al venerdi', che prova a condividere e a riflettere sugli avvenimenti, le notizie e gli articoli dei giornali, con ospiti in studio e in collegamento telefonico. Nella trasmissione dell'8 febbraio abbiamo diversi ospiti in collegamento telefonico, a cominciare dal pastore Corrado Cozzi, direttore Dipartimento Comunicazioni Inter-European Division della chiesa avventista, Don Andrea Bigalli, referente di Libera per la Toscana e a seguire Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto. I due conduttori, Roberto Vacca e Claudio Coppini, sfogliando le pagine del quotidiano La Nazione provano a riflettere con i loro ospiti su alcuni articoli internazionali e nazionali. Approfittando della presenza di Corrado Cozzi, commentiamo con lui due articoli significativi tratti dall'agenzia NAV (Notiziario avventista), il primo dal titolo: "Gli avventisti del Nord America rispondono sull'accoglienza dei rifugiati". Il presidente della Chiesa negli USA ha affermato: non chiudiamo la porta che offre rifugio e la possibilita' di una nuova vita agli stranieri in grande bisogno. Chiudere la porta ai rifugiati non puo' essere un'opzione; dare il "benvenuto", etichettando le persone con la vergogna e il sospetto e' inaccettabile; incitare alla paura sulla base dei pregiudizi e' irresponsabile. Dal secondo articolo, dal titolo "I rifugiati e la chiesa cristiana avventista", abbiamo appreso che nella settimana del meeting UE a Malta, una delegazione italiana ed europea della denominazione, di cui ha fatto parte anche Corrado Cozzi, ha incontrato migranti e associazioni a Lampedusa e in altre citta' della penisola, dove sono in corso programmi di assistenza e integrazione. Altri temi affrontati con i nostri ospiti riguardavano il processo di integrazione (e disgregazione) europea, la possibilita' concreta di una moschea a Firenze, il recente trattato tra l'Italia e la Libia sui flussi migratori. Nell'ultimo quarto d'ora abbiamo avuto la consueta finestra su Sanremo con un collegamento in diretta con il nostro inviato Manuele Pieraccioni dall'Ariston, presente alla serata di apertura del Festival

Buongiorno con l'Edicola Rvs dell'1 febbraio

Buongiorno con l'Edicola Rvs dell'1 febbraio

Dal 16 gennaio 2017 ha preso il via sulla nostra emittente la trasmissione radiofonica dal titolo "Buongiorno con l'Edicola Rvs", dedicata all'informazione del giorno e all'intrattenimento. Un programma in diretta curato e condotto da Claudio Coppini e Roberto Vacca, uno spazio di prima fascia mattutina (dalle 9 alle 10) dal lunedi' al venerdi', che prova a condividere e a riflettere sugli avvenimenti, le notizie e gli articoli dei giornali, con ospiti in studio e in collegamento telefonico. Nella trasmissione del primo febbraio 2017 Roberto Vacca, Claudio Coppini, il pastore Adelio Pellegrini e in collegamento telefonico il pastore (e autore di romanzi e poesie) Rolando Rizzo, prendono spunto dalle notizie e dagli articoli che trovano sulle pagine della Nazione/QN.  Il primo tema toccato e' quello sulla sentenza circa la strage di Viareggio: particolarmente difficile parlarne, soprattutto dopo l'ascolto di una breve e drammatica intervista alla signora Rombi che nella strage perse sua figlia  (un'intervista concessa alcuni anni fa a Claudio Coppini durante una manifestazione nazionale di Libera) . Successivamente con Dora Bognandi, presidente della Federazione delle donne evangeliche in Italia - ospite in linea telefonica - proviamo a riflettere invece sull'articolo di Settimo Baisi dal titolo: "Solo maschi, la giunta e' da rifare". Il tema e' quello delle cosiddette "quote rosa", che in politica come nella societa' sono spesso contestate. A seguire abbiamo in collegamento telefonico Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, con il quale commentiamo un articolo di Roberto Saviano dal titolo "Cosi' abbiamo smesso di cercare la mafia" apparso il 31 gennaio 2017 su Repubblica. &nbsp

Mafie e microcriminalita': fenomeni da non sottovalutare

Mafie e microcriminalita': fenomeni da non sottovalutare

In questo numero di "Sfogliando il giornale" parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, a proposito di una recente analisi realizzata dalla Fondazione sulla situazione di degrado di alcune parti della citta' di Firenze. Nella seconda parte invece Salvatore Callewri propone alcune considerazioni sul recente rapporto sulla mafia ad opera della

'Ndrangheta a Firenze?

'Ndrangheta a Firenze?

La Dia (Direzione investigativa antimafia) di Firenze ha sequestrato un patrimonio di oltre 5 milioni di euro nei confronti di tre imprenditori calabresi che operavano in Toscana. I sequestri sono stati eseguiti in base a indagini economico-finanziarie che hanno fatto emergere grandi spostamenti di capitali e ingenti investimenti immobiliari rispetto ad una lampante esiguità dei redditi dichiarati al fisco dagli indagati. Per questo la procura di Firenze ha chiesto e ottenuto dal tribunale un decreto urgente per la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di conti correnti bancari, libretti, veicoli, fabbricati, terreni, quote di società a Firenze, Prato, Montecatini Terme, Buggiano e Strongoli (Crotone). I beni, intestati a 21 persone, sono comunque riconducibili alle disponibilita' di Giuseppe Iuzzolino, 80 anni, Martino Castiglione, 60 anni e Vincenzo Benincasa, 57 anni, tutti originari di Strongoli ma radicati in Toscana. Le indagini, coordinate dal procuratore Giuseppe Creazzo e dirette dal sostituto Eligio Paolini, hanno anche riscontrato, come riferito stamani in una conferenza stampa, "contatti economici" tra gli indagati e appartenenti alla famiglia 'Giglio', ritenuti organici all'omonima 'ndrina dominante a Strongoli verso cui sarebbero state fatte transazioni di denaro senza alcuna giustificazione lecita (da Repubblica dell'11 gennaio 2016). In  questo numero di "Sfogliando il giornale" commentiamo questa notizia con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto

Mafia e terrorismo a braccetto

Mafia e terrorismo a braccetto

In questo numero di "Sfogliando il giornale" Roberto Vacca intervista Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, sugli intrecci sempre più evidenti (ma non molto noti) tra criminalita' organizzata e terrorismo internazionale. A margine alcune riflessioni sulle polemiche esplose all'interno del variegato mondo che lotta contro la mafia.  E su uno strano blitz avvenuto a casa della sorella di Matteo Messina Denaro

Attenti a quei due: mafia e religione

Attenti a quei due: mafia e religione

Nessuna messa in suffragio di Rocco Sollecito, il boss della 'ndrangheta ammazzato sette mesi fa in Canada, nella chiesa madre di Grumo Appula, paese in provincia di Bari, cosi' come aveva deciso don Michele delle Foglie. Lo ha stabilito la questura di Bari che ha notificato un'ordinanza al parroco e al Comune. La polemica era nata quando don Michele aveva annunciato con un manifesto la messa alla cittadinanza: "Dobbiamo inchinarci davanti al dolore dei parenti di questo signore - ha spiegato a Repubblica - e ricordarlo come tutti: davanti alla morte siamo tutti uguali. E nessuno puo' dirmi per chi devo o non devo fare messa". Sollecito era un esponente di spicco del clan Rizzuto e il suo assassinio e' da inquadrare all'interno della lotta tra mafia e 'ndrangheta che si sta consumando in Canada: fu freddato da un killer, nascosto in un gabbiotto della fermata del bus, mentre guidava il suo Suv bianco. Il Questore di Bari, vista la caratura criminale, vieto' nel giugno scorso i funerali a Grumo, obbligandoli a celebrarli all'alba. Una decisione che fece infuriare don Michele che mando' una lettera di fuoco proprio al questore e anche all'arcivescovo. Che ora ha ci ha riprovato: "Il parroco - si legge nei manifesti attaccati in citta' - spiritualmente unito ai famigliari residenti in Canada e con il figlio Franco venuto in visita nella nostra cittadina, invita la comunita' dei fedeli alla celebrazione di una santa messa in memoria del loro congiunto". Franco, il figlio, e' a sua volta considerato un esponente del clan. "Al momento della morte di Sollecito - spiega a Repubblica don Michele - promisi loro che se fossero venuti in Puglia avrei celebrato una messa. Io ho il dovere di celebrare come pastore, non devono dire gli altri quando devo celebrare: le messe non onorano ma ricordano. Io sono un parroco di tutti quanti dei peccatori, mia nonna faceva celebrare le messe per tutti quanti. Questo signore e' uno come tanti". Non esattamente, don Michele. Sollecito era considerato un pericoloso boss della criminalita' organizzata. "Non c'entra niente. Sono morti punto e basta, il fatto che ammazzino non conta. La Chiesa deve pregare per i suoi figli, anzi più peccatori sono e più si deve pregare". Immediato l'intervento della Questura. Ne parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto

La minaccia del terrorismo e l'informazione irresponsabile

La minaccia del terrorismo e l'informazione irresponsabile

L'attentatore di Berlino Anis Amri ucciso a Sesto, il questore di Milano: "Pericolosissimo, poteva colpire ancora". Era appena arrivato in treno dalla Francia. Ha sparato agli agenti non appena gli hanno chiesto i documenti. Uno e' rimasto ferito a una spalla. L'hanno identificato dalle impronte digitali e dalla misura del volto: l'uomo ucciso a Sesto San Giovanni (MIlano) in una sparatoria con la polizia era Anis Amri, l'attentatore di Berlino, l'uomo che ha lanciato un camion sulla folla del mercatino di Natale a Berlino, uccidendo 12 persone, tra cui l'italiana Fabrizia Di Lorenzo, e ferendone una cinquantina (da Repubblica del 23.-12-2016). E tuttavia ci sono motivi di perplessita', a cominciare dai nomi e dalle foto dei poliziotti pubblicate sui quotidiani, con altri dettagli nei social network, con il rischio di esporre questi agenti alla possibilita' di gravi rappresaglie. E soprattutto rimane la sensazione di una generale inadeguatezza dei servizi di sicurezza europei, almeno per come sono organizzati attualmente. Ne parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto

Serve un cambiamento rapido e riforme vere

Serve un cambiamento rapido e riforme vere

Alcuni consigli dal blog ironico a-pollo parlante al nuovo governo per la lotta contro la mafia (e non solo). 1) Tutelare i testimoni di giustizia e le vittime di usura indirette e dirette. 2) Rafforzare il 41 bis. 3) Equiparare le pene previste per la criminalita' organizzata a quelle previste per la mafia. 4) Divieto di far parlare sui media i parenti dei mafiosi. 5) Rafforzamento di tutti gli organi preposti al contrasto della criminalita'. Ne parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto

Progetto Procura europea e XXII vertice antimafia

Progetto Procura europea e XXII vertice antimafia

A un passo da un clamoroso fallimento. E anche stavolta protagonisti sono i populismi che soffiano sul Continente. Rischia seriamente di non nascere la Procura europea - in codice EPPO - che avrebbe dovuto affiancare le procure nazionali per vigilare sull’uso dei fondi europei, come sulle frodi internazionali all’Iva. Un progetto che finora e' rimasto sottocoperta perché tantissime erano le ritrosie. Ma ora che il Parlamento olandese ha votato contro, e che giungono segnali di fortissima contrarieta' anche da Ungheria, Polonia e Svezia, la Procura europea e' davvero a un passo da abortire (da un articolo di Francesco Grignetti dal titolo "Il progetto di una procura europea rischia di non vedere la luce - per colpa dei populismi", apparso su La Stampa del 2-12-2016) . Ne parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, con un riferimento anche al prossimo vertice antimafia, promosso dalla Fondazione Caponnetto, che si svolge a Bagno a Ripoli (FI) il 16 dicembre

Che fatica... per chi vuole combattere la mafia!

Che fatica... per chi vuole combattere la mafia!

Sei un cittadino che intendi testimoniare contro la mafia?  Preparati ad avere una serie di difficolta' burocratiche enormi. La tua vita non sara' piu' come prima. Cambierai vita. Cambierai posto. Vivrai scortato... ma non si capisce fino a quando e come. Sei  una vittima di usura? Se sei una vittima diretta tra le mille difficolta' di cui sopra qualcosa l'otterrai. Se sei indiretta è meglio fare subito un "in bocca al lupo". Hai ottenuto una provvisionale per aver fatto condannare dei criminali? Spesso non ti arrivera' un euro per il rimpallo delle competenze. Sei un giornalista che scrive di mafia dove nessuno ne scrive perche' è un tabu'? Preparati ad  essere considerato un pazzo ed a essere minacciato. Sei un analista del fenomeno mafioso e della criminalita' organizzata? Non gliene frega niente a nessuno. Dai solo fastidio. Sei uno dei pochi politici che si occupa di mafia realmente? Non farai carriera. Fai parte di una organizzazione sociale antimafia che combatte ogni giorno? Ti daranno di professionista antimafia rompendoti le scatole quotidianamente. Sei un vero sbirro o un giudice antimafia? Preparati a tante difficolta' che nemmeno ti immagini. Il problema quindi per chi combatte la mafia oltre alla mafia... e' la fatica che si fa con la burocrazia quando e' folle, con la lentezza e con il pressoche' menefreghismo imperante (dal blog di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto). Non si tratta di uno sfogo, ma di una provocazione per suscitare degli interrogativi importanti nell'opinione pubblica piu' attenta. Su questi problemi, supportati da esempi concreti, Roberto Vacca intervista Salvatore Calleri. &nbsp

Contro-recensione di mafia 3

Contro-recensione di mafia 3

Non amo i videogiochi sulla mafia. Amo ancora meno le recensioni che li riguardano. Una in particolare: quella uscita sul sito eurogamer.it. Il gioco mafia 3 viene presentato come avente alcune caratteristiche tra le quali la presenza di: "Omicidio con armi da fuoco e da taglio. Schizzi di sangue realistici. Strangolamenti, e uccisioni a mani nude. Mutilazioni. Scene di sesso tra donne in topless. Sesso orale. Utilizzo di droghe. Linguaggio razzista". Su queste qualita' preferisco tacere. Queste caratteristiche vengono poi definite "un mix niente male che promette davvero bene. Che ne pensate?" Rispondo volentieri.  Trovo la recensione sinceramente offensiva, probabilmente in modo non volontario ma, ripeto, inutilmente offensiva. Chi combatte contro la mafia, chi e' costretto a vivere con la scorta perche' minacciato, chi subisce ed ha subito l'usura per non parlare poi di chi magari ha perso un familiare, cosa dovrebbe mai pensare di un gioco e di una recensione che in qualche modo erge a valore i comportamenti mafiosi? A mio modesto parere che si possa elogiare cosi' la mafia ludica e' un fatto gravissimo (dal blog di Salvatore Calleri). In questo numero di "Sfogliando il giornale" Roberto Vacca intervista su questo argomento Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto

La cupola segreta

La cupola segreta

Quella smascherata dal pm Giuseppe Lombardo e dai Ros e' la struttura della 'ndrangheta in grado di decidere nomi e volti di chi e' chiamato a governare, in Calabria come a Roma, ma anche di determinare e orientare i grandi flussi economici dei finanziamenti pubblici e acquisire informazioni riservate, provenienti da apparati informativi ed istituzionali, in cui infiltravano i loro uomini. Avevano contatti con Cosa Nostra, Camorra e Sacra Corona Unita e insieme definivano strategie, ma questo - dice il procuratore capo Federico Cafiero de Raho - "sara' oggetto di altra indagine". Un centro di potere, invisibile ai piu', che ha sempre indirizzato la 'ndrangheta militare, per decenni guidata da una componente di cui non ha mai neanche sospettato l'esistenza (da Repubblica del 15 luglio 2016) Abbiamo chiesto un parere su questa ipotesi della cupola segreta - o "super-cupola", che comprenderebbe la mafia siciliana, calabrese e pugliese, con ramificazioni in tutto il mondo -  a Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto. (dal servizio "Guerra dei boss, vince la 'ndrangheta" di Repubblica dell'8 agosto 2016)

Niente scorta per Roberto Saviano?

Niente scorta per Roberto Saviano?

"Ho spezzato una lancia a favore di magistrati e forze dell'ordine. Chi compra un appartamento panoramico a Manhattan e rivolge pensosi pensieri sulle sorti del bene in Italia e' farlocco. La battaglia antimafia ha procurato a Saviano proventi milionari con cui ha comprato casa a New York, mentre ci sono carabinieri e poliziotti che con 1.300 euro al mese si fanno un mazzo cosi' e rischiano la vita. Loro sono i veri eroi, le vere icone dell'antimafia". Il senatore verdiniano di Ala, Vincenzo D'Anna a La Zanzara su Radio 24 torna ad attaccare Roberto Saviano dopo le polemiche sulla scorta dei giorni scorsi iniziata ai microfoni della trasmissione di Radio2, Un giorno da pecora. (...) "Non esiste un camorrista in Italia - assicura D'Anna - che vuole ammazzare Saviano. Se ne fregano altamente. I camorristi guardano al vantaggio, al guadagno fraudolento. Saviano non da' fastidio a nessuno".  (...) "Le parole di Saviano - dice il senatore di Ala - valgono come il due di briscola, non ha titoli per essere il metro della morale di nessuno. E' stato trasformato in un'icona" (da Repubblica del 28 maggio 2016) Abbiamo chiesto un parere a Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto. Il senatore di Ala Vincenzo D'Anna (imagoec)

Dalla lotta alla mafia alle estorsioni

Dalla lotta alla mafia alle estorsioni

Pino Maniaci, direttore di Tele Jato, era un paladino della legalita', accusatore di magistrati per la gestione dei beni confiscati. Ma ricattava i sindaci per far assumere la sua amante. Conteso da tutte le scuole italiane per raccontare la sua vita, le continue presunte minacce ricevute e la storia dei "Cento passi" di Peppino Impastato, modello al quale si ispirava, Maniaci adesso non potra' nemmeno soggiornare nel suo paese accusato di estorsione «per aver ricevuto somme di denaro e agevolazioni dai sindaci di Partinico e Borgetto onde evitare commenti critici sull’operato delle amministrazioni». Si tratta pero' di «cifre ridicole», come le ha definite lo stesso Maniaci la scorsa settimana, intervistato in Tv dalle Iene. Di volta in volta avrebbe «strappato» al sindaco di Borgetto e ad altri personaggi politici locali poche centinaia di euro, «pezzi da 100 o 150 euro». Il sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo e i suoi consiglieri si sarebbero addirittura autotassati pur di pagare lo stipendio all’amante di Maniaci, dopo un corso trimestrale non rinnovabile. E questo sempre per il timore di ricatti. Accusa pesantissima di un’inchiesta condotta dai carabinieri di Monreale e Partinico, sotto il diretto controllo del procuratore Francesco Lo Voi, dell’aggiunto Vittorio Teresi e dei sostituti Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Roberto Tartaglia (da un articolo del Corriere della Sera del 4 maggio 2016 a firma di Felice Cavallaro). Al di la' della vicenda di Pino Maniaci, il rischio e' che la lotta alla mafia rischi di perdere di credibilita'. Ne parliamo con Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto Pino Maniaci

"La corruzione riguarda tutta l'Amministrazione Pubblica"

"La corruzione riguarda tutta l'Amministrazione Pubblica"

Continua la polemica a distanza  tra politici e magistrati, un rapporto difficile ormai da decenni. "Mafia e corruzione sono ormai facce della stessa medaglia - dice Nino Di Matteo - ma mentre i boss sono adeguatamente puniti, i corrotti che vanno a braccetto con i padrini sono garantiti da una sostanziale impunita' dalla politica". Il pubblico ministero del processo Stato-mafia riprende le parole di Piercamillo Davigo sui politici che "continuano a rubare e non si vergognano", sulle difficolta' nelle indagini. Le definisce: "Parole chiare, coraggiose, la stragrande maggioranza dei magistrati la pensa cosi'". E rilancia: "Nei pochi casi in cui si riesce ad acquisire la prova di quei fatti di reato, tutti gli sforzi vengono mortificati dal sistema della prescrizione, che non si riesce a riformare" (da un articolo di Salvo Palazzolo, Di Matteo: "La politica è incapace di colpire i corrotti, troppi attacchi ai pm", apparso su Repubblica del 24 aprile 2016). Su questo tema abbiamo intervistato Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, per il quale il problema della corruzione non e' un problema specifico della Politica, ma caratteristica comune di tutta l'Amministrazione Pubblica. Occorrono leggi piu' efficaci per tenere sotto controllo la corruzione, ma serve anche un'azione culturale che orienti diversamente il quadro etico delle nuove generazioni Nino Di Matteo

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