Altrobinario: speciale poesia (5)

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Descrizione

In questa quinta puntata Giovanni Varrasi e Claudio Coppini affrontano il periodo barocco. Con il termine “barocco” si indica lo stile delle espressioni artistiche del 1600 in tutta Europa.
Il termine deriva dal francese “ baroque “, ma anche dallo spagnolo “barueco ” e dal portoghese “ barocco”. In tutte queste lingue la parola significa PERLA IRREGOLARE.
Ma la parola barocco pare derivare anche dal latino “ verruca” che significa ESCRESCENZA innaturale.

Il barocco si muove dentro questa contraddizione che parte dal significato del termine: da una parte preziosismi, voglia di stupire, estrosità, uso di fantasie bizzarre, dall’altra richiama irregolarità, inquietudine, malessere, forzosità espressive.

In architettura il barocco oscilla tra neoclassicismo e decorazioni sfarzose ( Borromini, il grandissimo Bernini).
Nella pittura troneggia l’opera di Caravaggio, che essendo un genio, il più grande pittore di tutti i tempi, è fuori da ogni angusta collocazione storica.
Nasce, in Italia, la musica rappresentata in pubblico. Monteverdi, Scarlatti, Vivaldi, esprimono desiderio di bellezza, di armonia, di rapporto con la natura.

In questo secolo Galileo Galilei teorizza il metodo scientifico. Supera la teoria copernicana che colloca la terra al centro dell’universo. Teorizza che la terra gira intorno al sole e, sopratutto, socchiude le porte del sapere all’ipotesi di un universo talmente esteso che non è nemmeno pensabile dall’uomo.
La Chiesa Cattolica, unico Dominus del sapere, del potere, dell’arte e di ogni “ sofia “, cerca di correre ai ripari con il concilio di Trento e la cosiddetta Controriforma.
La scienza da una parte e la riforma protestante dall’altra, fanno tremare questo suo dominio assoluto. Divampano guerre di religione tra gli stati e al loro interno.

E dunque, questo diciassettesimo secolo, dietro le apparenze dorate del potere e dell’opulenza delle Corti, sempre più autoritarie, fa nascere nella società europea espressioni di relativismo filosofico, di dubbio, di inquietudine.
Tutto questo tormento e ricerca produrrà nel secolo successivo l’avvento dell’Illuminismo, che dichiara definitivamente ( ?) il primato della ragione e della scienza.

Per quanto riguarda l’espressione lirica, da una parte c’è dunque una poesia di corte (Giovanbattista Marino), stucchevole, compiacente, con le rime al loro posto, dall’altra emergono dei veri e propri giganti che danno voce ai dubbi e alle inquietudini del secolo.
Scegliamo tra tutti, per questa nostra puntata, tre autori di diverse nazioni europee.
Li accomuna la disperazione, la rabbia, l’invettiva rassegnata o vulcanica.

William Shakespeare 1564-1616 , Regno Unito, con il suo monologo di Amleto;
Ciro di Pers, 1599-1663 , Friuli, con la sua invettiva contro l’orologio meccanico;
Perdo Calderon de la Barca, 1600-1681, Spagna, con la sua “ la vita es sueno”.
****

Shakespeare, monologo dell’Amleto

Essere o non essere, questo è il problema:
se sia più nobile nella mente soffrire colpi di fionda e dardi di atroce fortuna
o prender armi contro un mare di affanni e, opponendosi, por loro fine?
Morire, dormire..
nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine al dolore del cuore e ai mille tumulti
naturali di cui erede è la carne:
è una conclusione da desiderarsi devotamente..
Morire, dormire. Dormire, forse sognare.
……………………….
Chi porterebbe fardelli grugnando e sudando sotto il peso di una vita faticosa
se non ci fosse il terrore di qualcosa dopo la morte…….
così la coscienza ci rende tutti codardi,
e così il colore naturale della risolutezza
è reso malsano dalla pallida cera del pensiero
e imprese di grande altezza e momento
per questa ragione deviano dal loro corso e perdono il nome di azione.
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Ciro da Pers
L’orologio da rota ( i primi orologi meccanici furono costruiti nel 1300)

Mobile ordigno di dentate ruote
lacera il giorno e lo divide in ore,
ed ha scritto di fuor con fosche note
a chi legger lo sa: sempre si muore.
………………
E con quei colpi onde il metal rimbomba
affretta il corso del secol fugace ( cioè delle nostre vite n.d.r.)
e perché s’apra, ognor picchia alle tombe ( sollecita le tombe ad aprirsi ai morituri n.d.r.)

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Pedro Calderon de la Barca
La vita es sueno ( suegno).
È un dramma filosofico-teologico in tre atti dove si narra delle peripezie del principe Sigismondo di Polonia, odiato, drogato, addormentato dal padre Basilio, per provare, di fronte alla corte, la sua stranezza e cattiveria e non fargli ereditare il regno dopo di lui.

Che sventurato è infelice son io!
Sapere, cieli, mi chiedo, visto il male che mi è dato
quali colpe ho mai commesso contro di voi nel nascere
se anche proprio nel nascere so che stanno le mie colpe?
……………..
Poiché la colpa più grande dell’uomo è d’essere nato.
Nasce l’uccello, coi doni della suprema bellezza:
appena è fiore di piume o efflorescenza di ali
già veloce esso fende le distese dell’etere
rifiutandosi al conforto del nido rimasto vuoto
e io che ho più anima, perché ho minor libertà?
( parla in sequenza della libertà e dei privilegi delle bestie, dei pesci, del ruscello)
…….
Ormai in preda al furore, più dell’Etna o un vulcano
vorrei strapparmi il petto, fatto a brandelli, il mio cuore.
Che legge, anima o ragione.
può agli uomini negare così dolce privilegio e così alta eccezione
che Dio ha dato a un ruscello, a un pesce, a un animale?
*****

Per concludere, come le altre puntate, riportiamo una poesia del nostro amico Giovanni Varrasi.
È come se il ‘600, dietro le apparenze del potere e del controllo, dovesse elaborare un concetto nuovo di divinità , più rispondente ai Vangeli e ai bisogni della nascente modernità.
Il ‘600 segna quello spazio di tempo in cui la vecchia idea di divinità tramonta con le nuove scoperte scientifiche e la nuova non nasce ancora pienamente.
La poesia di Varrasi, intitolata “ Misteri del creato”, descrive una piccola società, che per la sua stupidità , per le zuffe o per le guerre senza fine, non pensa a Dio, nè è da Lui considerata.
Lo fa parlando di galline.

Le galline si becchettano senza pausa, nervose, stizzite,
coccò, coccodè, a scatti successivi,
spezzati, tesi, insensati.
Non sanno fare le uova.

Indaffarate, con le loro rugose zampette sporche,
impregnate dei loro bisogni,
scappano, si inseguono, piene di energia
si litigano il mais disponendone in gran quantità.
Si allontanano per poco per poi riappiccicassi
nel balconcino interno di un grattacielo.

Un padrone scriteriato le ha depositate là,
è partito per un viaggio intorno al mondo.

L’Altrobinario Speciale POESIA è una nuova rubrica radiofonica a cura di Giovanni Varrasi, medico psichiatra e poeta, con la partecipazione di Claudio Coppini, nella veste di conduttore, e di Roberto Vacca, che legge i testi scelti di volta in volta.
Un viaggio nella storia della poesia e dello sguardo poetico attraverso i secoli, fino alla nostra attualità, lasciando l’ultima parte del programma aperta ai radio ascoltatori che vorranno mettersi in gioco inviando alla redazione dei propri componomenti poetici.
Potete inviare le vostre poesia a firenze@radiovocedellasperanza.it

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6 Marzo 2020 269 14 Nessun commento

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